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Medicina olistica: che cos’è ed i suoi fondamenti

Medicina olistica
Medicina olistica

La medicina olistica è una disciplina curativa che si pone in modo alternativo rispetto alle metodologie scientifiche classiche. Il suo nome deriva dal greco “olos”, che significa “tutto”, ad indicare l’intenzione di concepire l’essere umano come composto di corpo e anima, anche nel momento di identificare un problema e andare a risolverlo. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Caratteristiche distintive della Medicina Olistica

La medicina olistica riguarda naturalmente la cura medica del paziente, basata sulla non separazione del corpo e della mente: un problema di salute, dunque, va necessariamente curato su entrambi i fronti contemporaneamente, in quanto qualunque malattia viene concepita come fortemente radicata nell’anima.

Di fronte ad un problema di salute riscontrato da un paziente, la terapia olistica, dà inizio ad una serie di indagini finalizzate a far emergere la causa emotiva. L’osservazione si basa su svariati metodi e può riguardare la postura del soggetto malato e la sua iride, per esempio. Le cure che vengono somministrate sono naturali e non includono unicamente la somministrazione di sostanze, bensì l’attuazione di pratiche dolci sul corpo, come i massaggi, riflessologia, shiatzu, il ricorso ai fiori di Back e il reiki, per citare alcune risorse dalle quali la medicina olistica attinge. Chiaramente qualunque tipo di provvedimento volto a risolvere un problema di salute non può prescindere dall’impostazione di un’alimentazione sana.

Medicina olistica: tra scienza e spiritualità

La medicina olistica rientra nel campo medico in quanto certamente si occupa di patologie inerenti al corpo, eppure la tipologia di terapie somministrate risultano ampiamente alternative, in special modo rispetto alle correnti di pensiero più diffuse in occidente.
Nonostante questo, in molte zone del nostro continente, la disciplina olistica viene sempre più frequentemente affiancata a quella tradizionale, al fine di coadiuvarla.
La mancanza di effetti collaterali delle pratiche suggerite ha fatto sì che anche in Italia questa disciplina prendesse piede, in complementarietà – per l’appunto – con i metodi classici accademici.

Attualmente, quando sentiamo parlare di Scienza Olistica sappiamo che con questo termine si fa riferimento a segmenti di ricerca scientifica potenzialmente olistici, grazie al loro approccio simile e alla presenza di alcune caratteristiche in comune, come l’essere multidisciplinari e il concentrarsi su sistemi complessi basati sul concetto di feedback.
Ciò che è certo è che l’analisi della sfera emotiva, legata all’anima, è un fattore ampiamente differenziante rispetto al metodo di cura classico.

Uno dei fattori chiave di questa scienza – in definitiva – è l’attenzione per la consapevolezza: attraverso discipline meditative o connesse agli elementi naturali – come l’aromaterapia, la cromoterapia e la cristalloterapia – si sostiene la presa di coscienza del proprio stato di disagio, come primo importante passo verso la guarigione.

L’operatore olistico: una figura alternativa

Anche se viene usato il termine medicina olistica, colui che pratica questa disciplina e prende in cura soggetti con problemi di salute non è un medico e non ne svolge tale professione, nonostante possa affiancare e coadiuvare la figura del curante. In questo settore è bene parlare di educatore al benessere. Ma, esattamente, come si dispiega il ruolo dell’operatore?

Chi cura con metodo olistico si occupa principalmente di guidare il paziente verso una ricerca di sé, a partire dalla base più esteriore, per poi scendere nel profondo e individuare il vero focus del problema. Un accumulo di stress, per esempio, può venire somatizzato e condurre un soggetto all’indebolimento del sistema immunitario con conseguenti disturbi che possono a loro volta cronicizzarsi e trasformarsi in problemi di salute veri e propri.

L’operatore olistico, in questi casi, mira a interrompere questo circolo vizioso, individuando i fattori di debolezza e impostando un’azione sia curativa che preventiva. Un semplice massaggio antistress, per iniziare, innesca la produzione di endorfine che di per sé è in grado di alzare le difese immunitarie del corpo. Anche lo studio della respirazione è una grande risorsa per la medicina olistica.

A chi si rivolge la disciplina olistica?

I soggetti più indicati per l’applicazione di tali pratiche sono senza dubbio coloro che denotano una necessità di rilassarsi e prendersi cura di sé, ascoltarsi. Abbandonare le vecchie cattive abitudini e i vizi persistenti è sicuramente il primo grande passo per affidarsi al metodo olistico. Ciò non porterà vantaggi solo a livello fisico ma anche sociale, migliorando i rapporti interpersonali grazie all’incremento della propria autostima, chiave di svolta per raggiungere i propri obiettivi e non cadere nella frustrazione.

In Italia, ogni anno, quasi 10 milioni di persone fanno ricorso alla medicina olistica. Risulta in crescita anche il numero di medici che si specializzano in questa disciplina, andando ad arricchire il proprio percorso inizialmente scientifico e prettamente accademico.

Discipline olistiche e autoguarigione: l’importanza della mente

La ricerca accurata delle cause più profonde di un problema di salute e il tentativo di porre rimedio promuovendo la consapevolezza del proprio essere, attesta la medicina olistica come terapia mirata a riportare equilibrio nei sistemi che hanno causato la malattia. Pertanto, un aspetto cruciale di questo settore è il concetto di auto-guarigione del corpo, il quale – grazie ad una serenità ritrovata – è capace di ripristinare il corretto stato di salute, in modo del tutto naturale.

L’importanza essenziale della mente e delle sue alterazioni emotive sono dunque decisive per far emergere, degenerare o curare la malattia diagnosticata. Differenti studi, attuati principalmente dallo studioso Bruce Lipton a dimostrazione della potenza del pensiero, hanno dimostrato che esso è addirittura in grado di modificare la composizione del DNA umano.

Quali sono le discipline olistiche

All’interno di questa tipologia di intervento, troviamo terapie naturali ed energetiche, ma anche pratiche spirituali, nonostante sia bene chiarire che nulla hanno a che fare con usanze religiose.

La diffusione in occidente di questo approccio alternativo passa da pratiche e discipline sempre più conosciute come l’agopuntura, l’aromaterapia, l’ayurveda, la bio-energetica, la chiropratica, la chinesiologia, la cromoterapia e la cristallo terapia che abbiamo già citato sopra; ma anche l’iridologia, il massaggio olistico, la kinesiologia, il Reiki, la musicoterapia, l’omeopatia, l’osteopatia, la riflessologia, lo shiatsu, la sofrologia e molti altri metodi in linea con questi appena citati, che mirano a riportare l’armonia nel corpo, tanto quanto nella sfera mentale e spirituale.

In conclusione, la medicina olistica non si propone come sostitutiva in assoluto, rispetto al metodo classico scientifico con cui invece spesso collabora, bensì si prefigge di sensibilizzare i pazienti e la società verso l’esigenza di comprendere a fondo se stessi e i meccanismi di malattia e guarigione connessi alla propria anima, con un approccio costruttivo, finalizzato al benessere completo.

Fonte fotografia: https://salute.moondo.info/