La superstizione in un mondo dominato dalla Teoria del Caos

Indipendentemente dalla propria etnia, classe sociale, cultura e credo religioso, l’uomo continua ad essere convinto che compiere determinati gesti possa propiziare l’avverarsi di eventi favorevoli o scongiurare la possibilità che se ne presentino di negativi. Ci si aspetta che adottare comportamenti superstiziosi, come toccare ferro, indossare un determinato indumento o conservare oggetti portafortuna, influenzi gli eventi futuri.

È questa una caratteristica tipica esclusivamente degli esseri umani, considerati i più evoluti del pianeta, o comportamenti di questo genere si riscontrano anche negli animali? È a questa domanda che Burrhus Frederic Skinner, psicologo statunitense vissuto nel secolo scorso, cercò di dare una risposta per buona parte della propria vita.

Skinner elaborò il concetto di condizionamento operante, secondo il quale un animale riesce a rendersi conto che, per qualche ragione, ad una sua specifica azione segua un determinato evento e, sentendosi gratificato, sarà incentivato a ripeterla.

La superstizione del piccione

B.F. Skinner predispose un’apposita gabbia, che prese il nome di Skinner’s box, dotata di una leva che, una volta premuta, azionava un meccanismo dispensatore di cibo. Inserì un piccione nella gabbia ed osservò il suo comportamento. Come la maggior parte delle creature viventi, il piccione imparò subito ad associare lo sportello alla comparsa del cibo.

Se lo sportello si apre nel mentre in cui sta sbattendo le ali, girando su se stesso o inclinando la testa con uno scatto, il piccolo volatile tenderà ad associare quella sua specifica azione alla somministrazione di cibo, convincendosi che, ripetendo quel movimento, otterrà nuovamente il suo piccolo premio. Questa reazione fu denominata la superstizione del piccione. In realtà, il cibo veniva somministrato ad intervalli prestabiliti, a prescindere da ciò che faceva il piccione. Con gli esperimenti sui volatili, Skinner dimostrò che i comportamenti superstiziosi sono diffusi anche tra gli animali.

Analogamente a come accade ai piccioni, anche l’uomo è inconsciamente spinto dalla convinzione di poter controllare gli eventi con la propria condotta. Si tratta di un meccanismo mentale che affonda le proprie radici dalla necessità primordiale di vedere un ordine in un mondo in realtà dominato dalla Teoria del Caos, in cui ciò che accade o non accade si verifica a prescindere dalle azioni che l’uomo compie. La relazione tra comportamenti superstiziosi ed eventi attesi è, infatti, totalmente casuale.

Se approcciata dalla giusta prospettiva, la consapevolezza di vivere in un mondo dominato dal caos può aiutarci a vivere più serenamente, lasciandosi guidare dal flusso degli eventi.

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