Gran parte del miele venduto nei supermercati è contraffatto e impuro

Test effettuati nei supermercati rivelano che oltre il 70% del miele disponibile sul mercato è contraffatto, impuro ed artificialmente prodotto in Cina.

In Italia, Paese noto a livello globale per la qualità del proprio cibo, vengono applicati rigidi criteri di selezione e qualità degli alimenti, per contrastare la contraffazione alimentare, ossia la sostituzione di un prodotto alimentare con uno di pregio nettamente minore. Ma se per capi d’abbigliamento, orologi e gioielli i danni sono primariamente di tipo economico, nel caso di alimenti contraffatti è la salute dei consumatori ad essere messa a repentaglio, in quanto può accadere che sostanze nutrienti e pregiate vengano sostituite con altre potenzialmente nocive.

Ben più allarmante della semplice contraffazione del marchio è, infatti, la lista delle sostanze che si possono trovare nel miele contraffatto, quali sciroppo di saccarosio, dolcificanti artificiali, sciroppo di glucosio e zucchero di canna parzialmente lavorato.

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Molto del miele che arriva sugli scaffali dei supermercati è diluito, privo di polline e nutrienti in quanto derivante da una procedura di filtraggio che avviene ad altissime temperature, con l’aggiunta di antibiotici batteriostatici, dolcificanti talvolta illegali, zucchero grezzo di scarsa qualità ed aromi artificiali.

L’Organizzazione mondiale della sanità ed i produttori esperti concordano sul fatto che il vero miele, per essere considerato tale, debba necessariamente contenere microscopiche particelle di polline e parti organiche delle api produttrici.

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Miele contraffatto: come comportarsi

Diffidate dal miele venduto a prezzi bassissimi nei supermarket, in quanto con buona probabilità non contiene polline, è pieno di antibiotici, metalli pesanti e cloramfenicolo. Tenete gli occhi aperti e non fidatevi delle offerte troppo convenienti, poiché potrebbero rivelarsi tutt’altro che convenienti per la salute.

Il consiglio è quello, quando possibile, di rifornirsi presso rivenditori di fiducia e distributori locali di miele a km zero ed affidarsi a marchi che avrebbero molto da perdere, in termini di reputazione, qualora venissero scoperti responsabili di contraffazione alimentare.

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