Cavolfiore contro il cancro: tutte le proprietà e i benefici per il nostro organismo

cavolfiore

Se pensate al cavolfiore, vi viene in mente il cattivo odore che produce durante la cottura? Questo è indubbiamente vero, ma bisogna considerare che questo ortaggio è ricco di elementi importanti per il nostro organismo, e che possiede delle proprietà incredibili. Dunque, vale la pena sopportare un po’ di puzza per avere dei grandi benefici. Ma per che cosa è utile il cavolfiore? Recenti studi hanno dimostrato che è un ottimo alleato per la nostra salute, e che addirittura aiuta a prevenire il cancro.

Proprietà antitumorali del cavolfiore

Ebbene sì, tra le tante proprietà del cavolfiore, vi è quella antitumorale. A dargli questo incredibile potere è il suo contenuto di sostanze solforose chiamate glucosinati. Questi composti chimici sono studiati in laboratorio e attualmente vengono sintetizzati e poi utilizzati come adiuvanti della chemioterapia. I glucosinati sono quei composti che donano il tipico odore pungente ai cavolfiori e alle altre verdure crucifere (cavoletti di Bruxelles, rape, broccoli). Oltre a queste sostanze, è da notare anche la presenza di flavonoidi (antiossidanti) che, contrastando la degenerazione cellulare dei radicali liberi, protegge dall’insorgenza del cancro.

Stando alle ricerche attuali, i cavolfiori sono ottimi nella prevenzione del tumore alla mammella, alla prostata e al colon. Per sfruttare al massimo queste proprietà, è consigliabile utilizzare una cottura veloce, evitando così la distruzione della maggior parte delle sostanze benefiche. L’idea migliore è forse la cottura al vapore, delicata e molto versatile. Inoltre non dimenticate che spezzettare troppo il cibo rischia di danneggiare i composti al suo interno.

Tutti i benefici del cavolfiore

Oltre alle proprietà antitumorali, sono tanti altri i benefici che questo ortaggio può apportare al nostro organismo. Il suo contenuto di fibre lo rende un alimento facilmente digeribile, soprattutto se consumato previa cottura, e di grande importanza per il benessere intestinale. È consigliato per chi soffre di stipsi, dal momento che le fibre richiamano acqua nel colon e favoriscono l’ammorbidirsi delle feci. Inoltre ci aiuta a mantenere in buono stato la flora batterica intestinale, fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato digestivo.

Per rimanere nell’ambito gastrointestinale, il cavolfiore è ottimo per chi è afflitto da acidità, bruciore di stomaco e reflusso. Anche per la colite e per l’ulcera questa verdura è un vero toccasana! Chi soffre di diabete, dovrebbe inserire il cavolfiore nella sua dieta: ha la capacità di controllare la glicemia, ovvero la quantità di zuccheri presente nel sangue. Il suo contenuto di minerali e vitamine – in particolare vitamina C – lo rendono utile a combattere le malattie da raffreddamento.

Il cavolfiore aiuta a regolare il battito cardiaco e a tenere sotto controllo la pressione. Inoltre è consigliato per chi soffre di problemi alla tiroide, dal momento che stimola il funzionamento di questa importantissima ghiandola. In quest’ultimo caso, si sconsiglia l’utilizzo a crudo per evitare di rallentare il lavoro della tiroide. Infine, è un alleato perfetto per chi ha intenzione di seguire una dieta dimagrante. Ha infatti un bassissimo contenuto di calorie, ed è in grado di saziarvi davvero molto!

Come scegliere il cavolfiore?

Davanti al banco della verdura, è importante prestare attenzione a ciò che si acquista. Nel caso del cavolfiore, sceglietene uno che sia ben chiuso e compatto, possibilmente senza macchie. Le foglie che lo ricoprono dovrebbero essere il più aderenti possibile alla cima dell’ortaggio, cosa che indica freschezza. Se la sua superficie è leggermente annerita, potrebbe significare che il cavolfiore è stato conservato già per lungo tempo. Purtroppo, una volta raccolto, questo ortaggio si deperisce con velocità. Si consiglia infatti di conservarlo in frigorifero per non più di una settimana.

Come cucinare il cavolfiore?

In linea generale, il cavolfiore si può mangiare anche crudo, soprattutto se freschissimo. In questo modo tende però ad essere meno digeribile. Solitamente viene gustato bollito o cotto al vapore – quest’ultima cottura, come abbiamo visto, mantiene inalterate molte sue proprietà. Si può fare gratinato o impanato, oppure ridurlo in crema per condire la pasta. Insomma, il cavolfiore è un ortaggio estremamente versatile e può essere utilizzato in tantissime occasioni, finanche a renderlo gradevole per i più piccoli.

Per quanto riguarda i tempi di cottura, solitamente il cavolfiore intero richiede dai 20 ai 30 minuti. Per agevolare la procedura e diminuire i tempi, si può tagliare l’ortaggio seguendo la divisione delle cimette. In questo modo, saranno sufficienti 10/12 minuti per arrivare a cottura.

La ricetta: risotto cavolfiore e patate

Avete mai provato a fare un risotto con i cavolfiori? Seguite questa semplicissima ricetta, e non ve ne pentirete.

Ingredienti per 4 persone:

-250 gr di riso
-1 costa di sedano
-1 carota
-1 cipolla
-400 gr di cavolfiore
-200 gr di patate
-brodo vegetale
-prezzemolo tritato
-olio extravergine d’oliva

Preparazione

Lessate le patate e tagliatele a tocchetti, poi lessate anche il cavolfiore e dividetelo in cimette. Preparate il trito per soffritti con il sedano, la carota e la cipolla, lasciandolo a fiamma bassa per qualche minuto con dell’olio evo. Aggiungete il riso e, dopo un paio di minuti, anche la maggior parte delle patate. Mescolate allungando di tanto in tanto con il brodo, fino a metà cottura. A questo punto, unite le patate restanti e il cavolfiore, lasciando asciugare il brodo. Alla fine della cottura, impiattate e aggiungete del prezzemolo tritato.

 

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